STUDIO ERIC FRICKER

ADI DESIGN INDEX 2007

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Da un articolo sul

Il Giornale

di Antonio Spampinato

 

Magazzini Generali mercoledi' sera ore 21.All'ingresso

una donna, vestita di bianco, viso e mani dipinte dello 

stesso colore, che regge una candela, immobile.

 Mima una statua, ricorda quella della libertà. poi 

c'è il pianista e la cantante che intona Lili Marlene.

Una attrice recita un monologo su di un palco, altre,

senza scomporsi, con atteggiamenti duri si mettono

davanti ai curiosi: < Non si può tutto esaurito >

Distributori di noccioline dal viso impassibile,

macellai, personaggi strani truccati e travestiti

fanno da contorno.

Alle dieci e trenta tutto finisce. Alcuni artisti vengono

< prelevati > con forza da due giovani decisi a imbavagliare

gli " spiriti liberi". Si sentono grida di violenza. la porta 

del locale si spalanca e i due bruti trascinano via 

gli eversivi.

 

 

 

Poi tutto torna come prima, ma senza più < spiriti liberi>

Gli artisti se ne vanno. E la gente ( oltre 1 200 persone) ritorna a chiacchierare, come se nulla fosse accaduto. Esattamente come nel 1933, quando il governo nazista decise di chiudere Bauhaus, la scuola di architettura fondata a Waimar, che riuniva tutte le arti d'avanguardia dell'epoca.

E la performance che la compagnia teatrale Comuna Baires di via Favretto ha voluto regalare nella serata dedicata al ritorno della Bauhaus andava in questo senso: < Niente di più che rivisitare un periodo storico segnato da violenze e soprusi, anche a scapito dell'arte, dove ha vinto l' indifferenza> ha detto Renzo Casali, fondatore del gruppo teatrale.

L'organizzatore della serata, Eric Fricker, ha voluto anche creare una sorta di centro di discussione dove architetti, scultori, studenti si sono confrontati sul movimento culturale nato attorno alla bauhaus. < ciò che vogliamo far capire- ha detto Fricker - è che la Bauhaus non può essere politicizzata. Si è trattato di un movimento libero chiuso dai nazisti proprio per questo >.

 

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