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Da
un articolo sul
Il
Giornale
di
Antonio Spampinato
Magazzini
Generali mercoledi' sera ore 21.All'ingresso
una
donna, vestita di bianco, viso e mani dipinte dello
stesso
colore, che regge una candela, immobile.
Mima
una statua, ricorda quella della libertà. poi
c'è
il pianista e la cantante che intona Lili Marlene.
Una
attrice recita un monologo su di un palco, altre,
senza
scomporsi, con atteggiamenti duri si mettono
davanti
ai curiosi: < Non si può tutto esaurito >
Distributori
di noccioline dal viso impassibile,
macellai,
personaggi strani truccati e travestiti
fanno
da contorno.
Alle
dieci e trenta tutto finisce. Alcuni artisti vengono
<
prelevati > con forza da due giovani decisi a imbavagliare
gli
" spiriti liberi". Si sentono grida di violenza. la porta
del
locale si spalanca e i due bruti trascinano via
gli
eversivi.
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Poi
tutto torna come prima, ma senza più < spiriti liberi>
Gli
artisti se ne vanno. E la gente ( oltre 1 200 persone) ritorna a
chiacchierare, come se nulla fosse accaduto. Esattamente come nel
1933, quando il governo nazista decise di chiudere Bauhaus, la scuola
di architettura fondata a Waimar, che riuniva tutte le arti d'avanguardia
dell'epoca.
E
la performance che la compagnia teatrale Comuna Baires di via Favretto
ha voluto regalare nella serata dedicata al ritorno della Bauhaus
andava in questo senso: < Niente di più che rivisitare un periodo
storico segnato da violenze e soprusi, anche a scapito dell'arte,
dove ha vinto l' indifferenza> ha detto Renzo Casali, fondatore
del gruppo teatrale.
L'organizzatore
della serata, Eric Fricker, ha voluto anche creare una sorta di
centro di discussione dove architetti, scultori, studenti si sono
confrontati sul movimento culturale nato attorno alla bauhaus. <
ciò che vogliamo far capire- ha detto Fricker - è che la Bauhaus
non può essere politicizzata. Si è trattato di un movimento libero
chiuso dai nazisti proprio per questo >.
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